Sostegno psicologico Milano

Consulenza e sostegno psicologico

“Lo psicologo è un professionista che opera per favorire il benessere delle persone, dei gruppi, degli organismi sociali e  della comunità. Si occupa di psicopatologia, ma non solo. Altre importanti aree di intervento riguardano una molteplicità di situazioni, personali e relazionali, che possono essere fonte di sofferenza e di disagio. L’attività dello psicologo ha l’obiettivo di favorire il cambiamento, potenziare le risorse e accompagnare gli individui, le coppie, le famiglie, le organizzazioni (es. scuola, azienda, ecc.) in particolari momenti critici o di difficoltà”
(definizione dell’OPL)

Spesso le persone pensano che andare dallo psicologo sia una cosa “da pazzi”: barzellette, film, telefilm e libri in cui lo psicologo è rappresentato in modo stereotipato, come anche i suoi pazienti, hanno contribuito a questo pregiudizio. Io per prima mi trovo spesso a sorriderne quando perfino parenti e amici mostrano di avere questo tipo di pensiero. Quello che posso fare è spiegare in parole semplici che cosa fa uno psicologo, che cosa fa uno psicoterapeuta, come questi professionisti possano essere utili.

sostegno psicologico Milano

sostegno psicologico Milano

La mia premessa è che tutti noi potremmo avere bisogno, in alcuni momenti della nostra vita, di una consulenza con lo psicologo.


Lo psicologo infatti non si occupa solo di problematiche di natura psichiatrica, ma anche di ambiti più “ordinari”, che hanno più a che fare con le normali sfide quotidiane ed evolutive che ciascuno di noi si trova ad affrontare nel corso della propria vita.

 

“E’ inutile andare dallo psicologo, mi basta parlarne con X: mi vuole bene, mi conosce, mi potrà aiutare”.


E’ senz’altro utile e positivo condividere con i propri cari la fatica di una situazione, chiedere un consiglio in un momento difficile o faticoso della propria vita: è giusto che chi ci sta vicino sappia che in quel momento siamo vulnerabili. Ed è bello avere il sostegno delle persone a cui vogliamo bene.
Ma per quanto parenti e amici (genitori, figli, colleghi, vicini di casa, ecc,) ci vogliono bene, molto spesso non possono aiutarci in modo efficace proprio perché ci vogliono bene.
Questo perché nella relazione con le persone intorno a noi entrano in gioco molti fattori: l’affetto, le aspettative, la vergogna, la paura di ferire o di offendere se si dice sinceramente cosa si pensa, il pregiudizio, ecc.
Inoltre, spesso il problema che ci causa sofferenza, che ci crea confusione, ha proprio a che fare con la cerchia famigliare, amicale, lavorativa.
Per questo motivo è opportuno rivolgersi allo psicologo: un professionista super-partes , un esperto nel conoscere i meccanismi della mente e le dinamiche delle relazioni, in grado di aiutarci a “sbrogliare la matassa” dei nostri pensieri e sentimenti, che ci può aiutare a trovare soluzioni efficaci per affrontare e spesso risolvere la situazione di difficoltà in cui ci si trova.
Lo psicologo non fornisce una soluzione “pronta”, ma fa qualcosa di meglio: aiuta la persona a capire maggiormente la situazione, a viverla da un diverso punto di vista, a fare chiarezza, a confrontarsi con ciò che le sta accadendo per meglio comprenderlo, permettendo in questo modo l’uscita dalla pericolosa impasse e dalla sensazione di inevitabile condanna che fa tanto soffrire, facilitando il percorso per trovare dentro di sé le risorse indispensabili per superare il momento difficile.
Alcune volte lo psicologo può fornire concrete informazioni “spiegando” alla persona gli aspetti di ciò che sta vivendo nell’intento di darle tutti gli strumenti conoscitivi per valutare con maggior obiettività e serenità una situazione.
Le persone infatti possono vivere momenti di difficoltà anche perché semplicemente non conoscono ciò che sta loro succedendo, e si convincono di essere in una situazione unica nel suo genere e proprio per questo la vivono con ansia eccessiva e terrore. Un colloquio con lo psicologo può aiutare a “normalizzare” la situazione e a placare i vissuti di angoscia e di impotenza.


Mi riferisco ad esempio ai colloqui con le neomamme, alle prese con una responsabilità nuova ed enormemente impegnativa, con relative difficoltà di gestione degli aspetti pratici, emotivi e psicologici che riguardano la cura di un neonato o di un bambino piccolo.

In termini pratici la consulenza psicologica consiste in un consulto durante il quale vengono esaminati e discussi alcuni aspetti della situazione problematica: l’origine e la sua evoluzione, la presumibile diagnosi, le risorse che è possibile attivare e le strade percorribili per alleviare il disagio, la necessità di coinvolgere altri specialisti, ecc…
A questo primo colloquio, necessario per inquadrare il problema presentato, di frequente segue un percorso di sostegno psicologico, cioè un numero limitato di colloqui rivolti ad identificare, spiegare e ridimensionare le problematiche e il disagio della persona attraverso l’individuazione e la condivisione di obiettivi concreti e realistici, a partire dalla storia e dalle aspettative individuali. Il fine è, dunque, quello di fornire alla persona un aiuto concreto affinché risolva o impari a gestire le proprie difficoltà autonomamente, grazie alla proprie risorse personali.
Lo psicologo, durante il colloquio clinico, è disposto ad un ascolto attento, non giudicante, analizza la domanda d’aiuto portata dalla persona, e valuta il tipo di intervento da adottare per la sua risoluzione.
In molti casi la consulenza psicologica può risolversi nell’arco di pochi colloqui, che riescono ad essere d’aiuto, ma altre situazioni possono anche richiedere più tempo perché possono necessitare di un percorso di psicoterapia.

 

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