Psicoterapia Psicoanalitica Milano

“All’interno dei vari approcci psicodinamici finalizzati ad aiutare le persone, il tema predominante è che quanto più onesti siamo con noi stessi, maggiori saranno le probabilità di vivere una vita proficua e soddisfacente”
(Nancy McWilliams)

Sigmund Freud (1856-1939) è il padre della psicoterapia psicoanalitica, le cui idee rivoluzionarie sono state successivamente arricchite dai contributi di  altri terapeuti.
Attualmente la terapia psicanalitica (o psicodinamica) è un tipo di terapia accessibile praticamente a tutti purché la persona sia disposta ad impegnarsi nell’affrontare questo percorso mettendosi in gioco completamente nella ricerca della Verità su di sé.
La psicoterapia letteralmente è “la cura e il trattamento per la sofferenza dell’anima” ed è un percorso che ha l’obiettivo di conoscere se stessi per produrre un cambiamento. Rispetto alla consulenza psicologica è un processo più profondo, che richiede un maggior impegno ed investimento emotivo ed è per questo inevitabilmente più lungo (ma non infinito, come molti temono).

Il primo fine della psicoterapia è di raggiungere una conoscenza più profonda di noi stessi e delle nostre dinamiche relazionali. Da questa conoscenza si può partire per raggiungere il secondo fine, cioè agire un cambiamento di quegli aspetti di noi che sono poco funzionali a vivere bene.

Nella psicoterapia il paziente non può e non deve essere passivo, non riceve verità buone per tutti, soluzioni preconfezionate, ma è agente attivo del proprio cambiamento. Per questo, prima di iniziare, è opportuno valutare insieme la presenza della motivazione personale al cambiamento, che è il “motore” del lavoro su di sé.

psicoterapia a milano

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La motivazione del paziente, le risorse che già possiede, la sua personalità, le sue modalità di elaborazione, la capacità di abbandonare modi di pensare, di fare esperienza e di comportarsi che non sono adeguati, uniti alla competenza dello psicoterapeuta, vanno a creare un “unicum”.

Ogni percorso di psicoterapia è diverso dall’altro, proprio perché la relazione terapeutica, che non è solo applicazione di una tecnica ma soprattutto una relazione empatica tra due esseri umani (in cui uno aiuta l’altro ad aiutarsi), è unica proprio perché uniche sono le due persone coinvolte: paziente e terapeuta.


Tutti noi riteniamo di conoscerci, di essere consapevoli di ciò che proviamo, pensiamo e agiamo, di scegliere e decidere in base a ciò che ci piace, che desideriamo e che vogliamo; in realtà non tutti gli aspetti del nostro carattere e della nostra personalità sono per noi così chiari e consapevoli. Spesso siamo spiazzati da noi stessi poiché per quanto ci proponiamo di evitare certe situazioni ci ricaschiamo, così come non comprendiamo bene il perché di alcune nostre scelte sbagliate. Eppure tutto dovrebbe dipendere da noi, ed essere sotto il nostro controllo. Come mai invece accade questo?
Perché dobbiamo ammettere a noi stessi che vi sono aspetti del nostro carattere e della nostra personalità che sfuggono al nostro controllo cosciente.


Presupposto fondamentale della terapia psicoanalitica è infatti il lavoro sull’Inconscio: vi è un “mondo interno” nel paziente, vi sono processi mentali inconsci che influiscono sulle relazioni attuali e sui modelli di comportamento. Una volta individuati, è necessario ricondurli alle loro origini, scoprire in che modo questi abbiano nel tempo influenzato la vita del paziente  ed aiutarlo l’individuo ad  affrontare meglio la realtà del proprio essere adulto.


La psicoterapia psicoanalitica è orientata a curare le cause, anziché a correggere un comportamento o uno schema disfunzionale. Un disturbo è visto come un qualcosa con un senso e un significato in quanto rappresenta la manifestazione di un disagio interiore da comprendere. 
E’ capire il senso sottostante al disagio che può portare ad un cambiamento reale e ad un superamento dei sintomi.


I sintomi, secondo il pensiero che sta alla base della terapia psicodinamica, hanno una loro funzione, seppure distorta: infatti per poter “fronteggiare”  emotivamente avvenimenti che non riesce gestire, l’individuo genera  delle difese di tipo psicologico (la rimozione, per esempio). L’evento problematico o “traumatico” viene così reso parzialmente gestibile, ma rimane presente nel sistema psichico come conflitto inconscio: il sintomo rappresenta quindi l’espressione esplicita di tale conflitto. Risolvendo il conflitto si eliminano i sintomi.


La durata del percorso di psicoterapia non è definibile a priori: ci vuole tempo per capire il problema che causa tanta sofferenza e compromette la qualità della vita, per individuarne il significato e per cambiare il modo di reagire alle situazioni  e gestire tensioni, infelicità e insicurezze. E soprattutto per creare un rapporto di fiducia, una buona alleanza terapeutica che è uno dei fattori fondamentali per una buona riuscita della terapia.


Gli effetti positivi sono duraturi proprio perché questo percorso implica un cambiamento profondo degli aspetti più intimi della persona, e spesso continuano a realizzarsi negli anni seguenti il completamento del trattamento.

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